SARDEGNA: Selvaggio Blu “vista mare” 15-21 aprile 2018

Selvaggio Blu è ormai un “marchio” di qualità che identifica uno dei trekking più belli e famosi d’Italia. Si tratta di un percorso unico nel suo genere che unisce gli aspetti più affascinanti di un trek che si rispetti: paesaggi indescrivibili, difficoltà di orientamento, bivacchi avventurosi all’aperto e un pizzico di difficoltà alpinistiche per condire il tutto.

Il percorso si snoda da Santa Maria del Navarrese fino a Cala Sisine, costeggiando quella che è la scogliera più impervia d’Italia, con il mare sempre sulla destra, e vertiginose pareti rocciose sulla sinistra. Ogni giorno si affronterà un terreno impervio e avventuroso per raggiungere un’idilliaca spiaggetta dove passare la notte.

Selvaggio Blu -vista mare- è un’interpretazione del trekking che unisce il percorso originale ad una variante di recente realizzazione che, tramite una vera e propria via ferrata, permette di stare più vicino al mare. Con la variante denominata “Ledere ‘e Goloritzè”, il trek diventa leggermente più impegnativo dal punto di vista tecnico ma impagabile quanto a bellezza e logicità.

Periodo indicato: tutti i mesi esclusi da giugno a settembre.
Durata: 7 giorni (2 trasferimento – 5 trekking)

Non c’è nulla di meglio di un breve video per farsi un’idea:


Programma

1g: Incontro in albergo entro le ore 20, all’Hotel Santa Maria***

2g: Santa Maria del Navarrese-Portu Cuau

Zaino in spalla si parte a piedi direttamente dalle scalinate dell’albergo Santa Maria.

Un primo sentiero facile e pianeggiante permetterà di scaldarci le gambe fino al faraglione di Pedra Longa anche detto Agugliastra: si tratta di un pinnaccolo di roccia dolomitica a picco sul mare, da cui sembra prendere il nome tutta la località dell’Ogliastra. Giunti ad una sorgente, unica fonte di acqua dolce di tutto il trek, inizia la salita in direzione della Punta Giradili.

Questa montagna si erge di fronte al mare con una parete verticale di 400 metri, dalla cui sommità non di rado si vede saltare qualche base-jumper. Una cengia nascosta permette di passare agevolmente ai piedi del muro verticale e di raggiungere l’ovile Uspiggius, dove al riparo di una tettoia per le capre potremo consumare in nostro primo, frugale pasto sul Supramonte.

La giornata prosegue dapprima percorrendo una strada sterrata, facile, che bilancerà la parte finale della tappa che prevede una ripida e intricata discesa nel canyon di Bacu Maore.

Nei pressi di una stretta insenatura che permette l’accesso al mare, denominata Portu Cuau, si conclude la prima tappa: lunga dal punto di vista fisico e delle ore di cammino, ma facile per quanto riguarda le difficoltà tecniche. Bivacco ss (sotto stelle).

3g. Portu Cuau-Cala Goloritzè

Con questa tappa gradatamente si entra nella dimensione del selvaggio blu, ossia quella del cinghiale: infatti in queste cinque giornate quello che faremo non sarà altro che cercare la traccia giusta nel Supramonte. Con questa tappa seguiremo il sentiero che presenterà tratti dove aprirsi un varco nella macchia mediterranea (garantiti graffi sulle gambe da sfoggiare come dimostrazione di aver fatto Selvaggio Blu) e tratti di rocce calcaree molto affilate che prendono il nome di “campi solcati”. Non mancheranno belvedere a picco sul mare e sul Capo Monte Santu, e il passaggio da un ovile perfettamente conservato.

L'ovile "su pinneddu".

L’ovile “su pinneddu”.

Dopo aver goduto il panorama dalla cima di Punta Salinas (m 460), una vetta posta a picco sulla Cala Goloritzè, scenderemo all’omonima caletta dove passeremo la notte. Bivacco ss.

Panorama sull'Aguglia da punta Salinas.

Panorama sull’Aguglia da punta Salinas.

Nota: Questa tappa non è molto lunga quindi nel pomeriggio sarà possibile godersi il mare e la spiaggia oppure per gli scalatori, scalare la mitica Aguglia di Goloritzè (anche detta Punta Carrodi).

Per l’organizzazione del materiale da scalata chiedere alla guida, la via classica è “Easy Gymnopedie” 150mt 6a+.

4g: Cala Goloritzè-Ispuligiedenie (Cala Mariolu)

In questa giornata si lascia il Selvaggio originale, che salirebbe verso l’altopiano e la gola di Boladina, per prendere la variante “Ledere è Goloritzè” anche detta “vista mare”: attrezzata da Marcello Cominetti e i ragazzi di Explorando Supramonte nel giugno 2015.

Traversata sulla ferrata “Ledere è Goloritzè”.

 

Direttamente dalla spiaggia ci si alza su una bianca placca rocciosa da attrezzare con corda che porta al primo ripido bosco sospeso sulla zona denominata “Sorgenti”. Qui inizia il tratto chiave del percorso. Bisogna attraversare trasversalmente tre ripidi canaloni che scendono alle pareti sospese sul mare sottostante e il sentiero è poco più di un’esile traccia tra ghiaie, pareti e macchia. Alcuni tratti da attrezzare con corde portano alla vera e propria via ferrata in cavo di acciaio. Superandola su uno spigolo estremamente estetico e a picco sul mare blu si raggiunge il bosco di Ispuligi che si segue costeggiando grandi caverne scolpite su roccia dai mille colori. Ambiente da Indiana Jones.

La Grotta dei vampiri… paura?

 

In 5/6 ore si guadagna Cala Ispuligedenie (o Mariolu) dove si pernotta. Bivacco ss.

5g. Ispuligedenie-Grotta dei vampiri

Direttamente dalla spiaggia per raggiungere un sentiero discreto (a tratti) che prosegue a mezzacosta occorre risalire una sorta di frana che verrà attrezzata con corda.

Dopo qualche ora di lotta in ambiente di straordinaria bellezza e grande isolamento (si passa sotto a pareti mai scalate dall’aria repulsiva quanto affascinante) ci si ricongiunge al Selvaggio Blu classico che scende dall’altopiano. Dopo alcune calate a corda doppia e tratti esposti su mare si raggiunge un’insenatura chiamata Bacu Mudaloru, qui troveremo dei rifornimenti e potremo scegliere se passare la notte nello stesso posto oppure caricarci di cibo e acqua e proseguire un altro paio d’ore fino ad una gigantesca grotta a picco sul mare. Bivacco ss o in grotta.

Cala Biriola.

6g. Grotta dei Vampiri- Cala Sisine

Lunga tappa, quanto a panorami forse la più bella.
Inizieremo la giornata con una calata in corda a picco sul mare, e proseguendo con passaggi davvero incredibili attraverso strette cenge, buchi nella roccia e Iscalas Fustes (ossia scale fatte con tronchi di ginepro) arriveremo a Bacu Padente (anche detto Su Feilau). Una faticosa risalita di ca. 400m ci porterà al sommo mezzacosta di Serra Ovara, da qui con 2 calate oppure un tratto attrezzato con iscalas fustes e cavi arriveremo a Cala Biriola. Continuando nel bosco di Biriola passeremo sotto le pareti di Oronnoro, incredibili muri strapiombanti dove sono state tracciate alcune delle vie di arrampicata più dure d’Italia. Successivamente occorre affrontare le bastionate rocciose che sbarrano l’accesso a Cala Sisine, attraverso un complesso sistema di cenge e misteriosi (Si, proprio misteriosi! Vedrete…)passaggi in arrampicata (10m IVinf. oggi in parte attrezzati con catene).

La breve ferrata che porta alle ultime calate del trek.

 

Con un altro paio di calate in corda si raggiunge la Cala. Selvaggio Blu finisce qui e ci si è guadagnati la “medaglia”! Rientro in barca a S: Maria Navarrese. Hotel ***, doccia (finalmente), e cena. Hotel.

E’ tempo di tornare alla civiltà e alle brutture della quotidianità: ma con un’esperienza indelebile da ricordare!

 

7g. Scioglimento del gruppo dopo colazione


Vestiario

Scarpe da trekking collaudate (con suola robusta, no scarpe da running), 2 T-shirt possibilmente bianche o di colore chiaro, calze e mutande 2 ricambi, costume da bagno, robusti pantaloni in tela + pantaloni corti, pile di media pesantezza, giaccavento leggera antipioggia, cappello, crema ed occhiali da sole, asciugamano, occorrente per toilette, piccolissimo pronto soccorso personale.
Nota: Il temuto “beauty” con generi personali quali medicinali e igiene personale deve essere minuscolo e non pesare più di 100gr., la borraccia NON serve, vi verranno fornite delle pratiche bottiglie di plastica.


Materiale tecnico personale

Zaino 50 lt.o + , sacco a pelo di peso medioleggero (comfort +5 °C)  materassino poliuretano arrotolabile, imbragatura, due moschettoni, un cordino (nylon o kevlar) lungo 2m, diam. min. 6 mm, lampada frontale, tazza, piatto, posate, 10 m. di spago sottile tipo gavetta, repellente per insetti.

Termini e condizioni

Costo: €/pers 750

Caparra: €/pers 150 da versarsi al momento dell’iscrizione. Saldo in albergo prima della partenza.

La quota comprende:

  • accompagnamento Guida alpina, due notti in albergo*** (cam.doppia/tripla) a mezza pensione bevande escluse,
  • viveri e bevande durante le 5 giornate di trekking,
  • rifornimenti lungo il percorso effettuati via mare,
  • rientro in barca via mare.

La quota non comprende:

traversata per e dalla Sardegna, eventuali extra in albergo e tutto quello non specificato alla voce precedente.

Consigli su come raggiungere la Sardegna e Santa Maria del Navarrese.

Soluzione consigliata: Generalmente affittare un’auto all’areoporto di Cagliari per l’intera settimana costa meno di 100 euro.

www.europcar.it

Info iscrizioni:
Normalmente gli interessati iniziano a iscriversi verso febbraio per la partenza primaverile e verso luglio-agosto per quella autunnale. Le iscrizioni sono sempre aperte e chiudono 7 gg prima della partenza. Il gruppo viene chiuso al raggiungimento degli 8 partecipanti.

Chi avesse dubbi o domande può contattarmi quando vuole.

Attenzione, considerazioni:
Negli ultimi anni Selvaggio Blu sta diventando un trekking sempre più frequentato e alla moda, a ragion veduta perchè la bellezza di questi luoghi è da sperimentare una volta nella vita.

Ritengo però importante evidenziare alcuni aspetti. La stragrande maggioranza dei gruppi evita il percorso originale prediligendo sentieri più facili, andando a dormire in ovili nell’entroterra e facendosi portare tutto via mare o in fuoristrada: zaini compresi. Benchè sia le grandi agenzie che gli operatori Sardi sul territorio (che sono bravi e simpatici) nel semplificare l’itinerario siano mossi da buone intenzioni io ho una filosofia differente. Personalmente amo guidare un Selvaggio Blu che sia ancora “selvaggio”. Quindi ci si porta lo zaino con dentro il sacco a pelo e i viveri per la giornata, i pasti sono buoni ma semplici e si fa fatica. Selvaggio blu, affrontato con una giusta dose di avventura e semplicità puo’ rivelarsi un’esperienza indimenticabile, diversamente si potrà sempre dire di averlo fatto ma sarà una cosa diversa e più povera delle emozioni che può offrire.

Da soli o con una guida? Fare Selvaggio Blu in autonomia è una grande avventura che consiglio assolutamente ma solo a chi sia disposto a perdersi e investire grandi energie. Se decidete di affidarvi ad una Guida potrete rilassarvi e delegare alcune cose. Sono in molti a proporlo ma ricordatevi che questo è un percorso con difficoltà alpinistiche dove è nessario l’uso di corde e materiale specifico, a voi la scelta se affidarvi a chi le usa di mestiere, ovvero le Guide Alpine o chi non lo è.

A buon intenditor poche parole…


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