Corno di Cavento

Vetta imponente, posta in una posizione strategica tra il ghiacciaio della Lobbia e la vedretta di Lares. La sua triste storia è legata a doppio filo alle vicende storiche della prima guerra: fu teatro di sanguinose battaglie e di eroiche gesta da parte di soldati austriaci ed italiani, leggendaria è diventata la figura del Tenente Felix Hecht autore di un dettagliato diario, il comandante austriaco cadde in battaglia per mano degli alpini italiani.
Oggi il Corno di Cavento deve la sua popolarità e importante frequentazione all’abbinamento del grande fascino dal punto di vista alpinistico ed escursionistico unito all’importante storia che preserva. Nei pressi della vetta esistono delle gallerie di guerra in buono stato, per motivi di sicurezza e per preservare il sito da furti generalmente le gallerie sono chiuse ma i funzionari della SAT e le guide alpine posso aprire le porte per permettere agli escursionisti di calarsi, almeno per qualche minuto, nel budello di ghiaccio che ha costituito la casa e il riparo per molte anime sventurate.  Per ulteriori info di carattere storico si consiglia di visionare il sito trentinograndeguerra.

Il suo raggiungimento per la cresta Sud non implica particolari difficoltà tecniche, trattandosi di una salita per facili sfasciumi dove la maggiore difficoltà è individuare il giusto percorso. Il carattere alpinistico (da non sottovalutare) dell’itinerario è dato però dall’attraversamento dei ghiacciai che lambiscono la vetta da qualsiasi versante si provenga. Specie a fine stagione con ghiaccio duro e più ripido questo “trekking glaciale” può presentare delle insidie, non facile e friabile l’accesso attraverso il passo di Cavento.

Molte sono le possibilità di traversata, per esempio provenendo dal rifugio Lobbia e abbinando la salita a quella di Cresta Croce il giorno precedente, l’accesso più diretto, breve e semplice è dal rifugio Carè Alto attraverso la sella di Niscli e la vedretta di Lares. Per questo itinerario il dislivello dal rifugio è di 1100m dei quali indicativamente il 70% a piedi su sentiero e tracce accidentate e il 30% su ghiacciaio, a livello di tempistiche calcolare circa 4-5 ore dal rifugio alla cima e 3-4 ore il rientro. Non è richiesta esperienza alpinistica ma un buon allenamento a camminare.

Logistica:  Generalmente il primo giorno partendo verso le 15 ci si porta al rifugio Carè Alto mentre il secondo partendo prima dell’alba si intraprende l’ascensione e si scende a valle. Previo disponibilità del gestore è generalmente possibile far salire gli zaini in teleferica.

Abbigliamento e attrezzatura: Berretto caldo, guanti, giaccavento, pail, piumino leggero o doppio pail, occhiali da sole, scarpone ramponabile o semiramponabile, pila frontale carica, imbragatura bassa, 1 moschettone a ghiera, borraccia o bottiglia 1,5 lt, ramponi adatti allo scarpone, zaino da min 35lt.

Tariffe

1 persona: 300 €
2 persone: 170 €
3 persone: 130 €
4 persone: 100 €
5 persone: 85 €
6 persone: 75 €

Prezzo inteso per persona, incluso dell’affitto del materiale tecnico (imbrago, ramponi, piccozza e casco). Si predilige operare con gruppi preformati ma se sei da solo contattaci comunque, faremo il possibile per trovarti un compagno di scalata.

Informati sempre sulle condizioni contrattuali.


Galleria Fotografica