Mountain GuideFrancesco Salvaterra

Pale di San Lucano: Spigono nord Agner e altre classiche.

 

L’ambiente selvaggio e spettacolare della valle di San Lucano merita veramente una visita per un appassionato di Dolomiti.

Tutte le vie sono lunghe e impegnative, alternano tratti di roccia ottima e incredibilmente lavorata a buchi e clessidre ma non mancano sezioni friabili o cavalcate “rustiche” sui mughi. Insomma sono vie fisiche, dove occorre allenamento, margine aerobico e stomaco non troppo raffinato.

Data la bassa quota si prestano bene anche al periodo primaverile-autunnale. Alcuni accessi sono stati resi complicati dalla tempesta Vaia 2018.

Le vie più ambite delle Pale di San Lucano sono:

  • Diedro Casarotto-Radin allo Spiz di Lagunàz, in assoluto la via più ripetuta e famosa (750 m di VI+ e pp. di A1, più 500 m di zoccolo);
  • La via del piano inclinato degli stessi Casarotto e Radin alla terza Pala (800 m fino al V- più 500 m di zoccolo e lunga discesa);
  • Spigolo Tissi-Andrich alla Terza Pala (1350 m fino al V-);
  • Diedro Casarotto-De Donà allo Spiz di Lagunàz, meno frequentato del parallelo Casarotto-Radin (750 m fino al VI+);
  • Via Gogna-Favetti-Ghio alla parete est della Seconda Pala (800 m di IV e pp. di V);
  • Diedro Cesare Levis alla parete est della Seconda Pala (800 m di V e VI);
  • Via Flora sempre alla parete est della Seconda Pala (800 m fino al VI-).

Bivacco a 5 stelle sullo spigolo N dell’Agner.

Grandi classiche dell’Agner.

  • Spigolo nord, o Spigolo Gilberti-Soravito, è la via più famosa del gruppo, è discretamente frequentata e conta decine di ripetizioni ogni anno. Con uno sviluppo di più di 1600 metri è universalmente conosciuto come la via più lunga delle Dolomiti. Dopo un iniziale tratto di arrampicata più su mughi che su roccia, dove comunque si fanno circa 10-14 tiri di corda, si inizia a rimontare la dorsale che sembra non finire mai. Nella prima metà l’arrampicata è discontinua, fino a un boschetto sospeso dove si trova il posto di bivacco più comodo. Nel terzo finale ci sono 4-5 tiri uno più bello dell’altro, su roccia compatta e lavorata e con un panorama ed esposizione da favola. Anche se nei tratti più difficili c’è un cordino metallico il rientro è lungo e da non sottovalutare. Logistica: generalmente la via si sale in due giorni, il primo conviene partire entro le ore 11 dall’attacco, per scalare fino alla grande cengia o anche oltre, ci sono vari terrazzini distribuiti lungo la via. Il secondo si può arrivare in vetta a metà giornata in modo da avere tempo ed energie per la discesa. Da non mancare una visita da Marco Bergamo al rifugio Scarpa.
  • Via Jori-Andreoletti-Zanutti, è la via dei primi salitori della parete nord-est ed è saltuariamente ripetuta. Pur non presentando passaggi di VI come lo spigolo, è ritenuta più impegnativa (e meno ripetuta) e si svolge tutta all’interno della ben visibile e lunghissima serie di canali e camini a sinistra dello spigolo (1500 m, IV e V);
  • Via dei Sudtirolesi,  ripetuta di rado, si svolge per rampe nel lato sinistro della parete nord-est, esce per il marcato colatoio a sinistra del grande scudo giallo (1400 m, IV con passi di V+ e A1);
  • Pilastro Riccardo Bee, considerato il capolavoro dell’alpinista bellunese è un itinerario estremo che sale la torre sporgente al centro della parete nord-ovest (750 m, difficoltà fino al VII).
  • spiz d’agner nord, via detassis-castiglioni 1934, un diedro fessurato di circa 800 metri, linea “naturale”, arrampicata bella, logica e faticosa. Assolutamente interessante.

Tariffa: Per lo spigolo N  750€ con un arrampicatore, 400€ con due arrampicatori.


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