Pilar de los agujeros

Castello di Vallesinella, Dolomiti di Brenta settentrionale.
250m (7L)/ 7+/ R3/III
Francesco Salvaterra, Yerokhin Vyacheslav 14 agosto 2019

Descrizione

Via tradizionale con soste a fix inox 10mm, sui tiri vi sono alcuni chiodi da roccia e molte clessidre ripassate ma occorre comunque integrare parecchio. I passi più difficili non sono obbligatori ma è comunque una via dove conviene avere margine sul 7°grado.

La roccia salvo sulla prima metà del primo tiro è da molto buona a ottima, spesso incredibilmente lavorata e aggressiva (da qui il nome: “pilastro dei buchi”). Il primo e il terzo tiro tendono a bagnarsi quindi conviene scegliere periodi asciutti, non farsi intimorire dal primo tiro perché in ripetizione è stato scalato completamente bagnato e si riesce a passare comunque.

Prima ripetizione e libera Marco Pellegrini e Francesco Salvaterra 19 agosto 2019.

Aprire questa via è stata un’ avventura: senza sopralluoghi precedenti siamo partiti con undici fix, dieci chiodi e una serie di friends. Nonostante le incognite del terreno vergine, un tiro dopo l’altro, al limite delle ore di luce, dei chiodi e soprattutto delle energie siamo usciti!

Slavic è un cliente con cui nel corso dell’estate ho ripetuto alcune belle vie, quel giorno però ho pensato di proporgli qualcosa di diverso. Anche la parete ha una storia legata alle guide e agli alpinisti che gli si affidano, la prima salita infatti è opera di Bruno Detassis e Natale Vidi. I due profondi conoscitori del Brenta hanno individuato la linea e in cordata con i monzesi Gianvittorio Fossati Bellani, Silvio Colombo e Luigi Galbiati il 14 settembre 1947 hanno salito l’evidente camino posto sul margine sx della parete, per poi raggiungere il cocuzzolo della vetta e battezzarlo. Da allora nessuno aveva degnato di attenzioni il ripido pilastro (probabilmente per via del temibile strapiombo iniziale) che strano ma vero è arrivato vergine ai giorni nostri.

Rientro

Accesso: Dal rifugio Stoppani scendere lungo il sentiero per il rifugio Tuckett fino in vista dell'evidente parete del castello di Vallesinella e della vicina Torre città di Monza. Dove il sentiero piega a dx in una valletta (quota 2250m) addandonarlo per prendere a sx verso la parete. Risalire il ghiaione a dx della torre fino a entrare in una gola dall'aria orrida, si parte da un sasso incastrato con cordone. 50 min RIENTRO: corde doppie dalla via (2 corde da min 55m) e di ritorno dallo stesso sentiero.

Materiale

Serie di stopper, serie di friends + doppiare #0.5,0.75,1.


Galleria Fotografica


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