Mountain GuideFrancesco Salvaterra
Willi e Guillermo sul ghiacciaio nei pressi della cima del Cerro Solo.

Spedizioni alpinistiche in Patagonia

PROSSIMA DISPONIBILITA’ indicativamente 27 dicembre 2020-15 gennaio 2021.

Leggi anche  il report della stagione 2020 cliccando qui.

Grazie all’esperienza maturata in dieci anni di attività sul posto posso offrire delle opportunità agli alpinisti che lo desiderino, gestendo l’aspetto diretto di fare la guida e consigliando la logistica del viaggio (alloggio, trasporti ecc). In queste terre mi muovo spesso con il mio amico e collega Marcello Cominetti, un vero veterano patagonico e spesso, se possibile, cerchiamo di organizzarci con i nostri clienti per muoverci assieme in montagna. Visita il nostro sito www.inpatagonia.it.
Se vuoi sapere cosa ho fatto in Patagonia leggi il mio curriculum alpinistico cliccando qui.

Come gestire il viaggio

Jordi e Marchino sul traverso della Fonrouge alla Guillamet.

Jordi e Marchino sul traverso della Fonrouge alla Guillamet.

In Patagonia le montagne non sono molto alte quindi non serve acclimatarsi, appena arrivati se il tempo è bello si può partire. Se si vuole fare un viaggio di diciamo 3 settimane di durata si può tranquillamente decidere di fare un periodo scalando con la guida e un altro da trascorrersi autonomamente andando a scoprire dei bellissimi trekking o visitando altre zone.

 

Pensi che scalare in Patagonia faccia al caso tuo?

Per affrontare le montagne patagoniche serve una buona resistenza morale, non occorre essere dei tori, ma neppure avere paura di fare fatica, perché a volte serve farne molta. Per scalare qui occorre crederci più che in ogni altro posto al mondo. C’è un motivo per cui il maltempo patagonico è famoso, le giornate di meteo veramente stabile sono poche. Organizzare una vacanza in queste terre spesso può lasciare con l’amaro in bocca, proprio per questo bisogna essere pronti in qualsiasi momento a cambiare obbiettivo adattandosi alle condizioni della montagna.

Superato il passo Superior (foto M.Lucco)

Superato il passo Superior (foto M.Lucco)

Scalare in Patagonia non è come scalare sulle Alpi o in Himalaya: è una cosa unica e a sé stante per le caratteristiche del luogo e del meteo.
Non si può contare sui soccorsi in caso di incidente (pur esistendo a El Chaltén un’ottima squadra di soccorso, essa non dispone di elicottero quindi un intervento dura 24 ore se va bene e non vengono comunque effettuati soccorsi in parete) ma semmai auto-soccorsi. Per questo solitamnete è consigliabile una cordata da tre. Chi vuole scalare in questo posto deve essere un alpinista esperto, con salite di misto sui nostri 4000 di difficoltà classica e con esperienza di arrampicata su granito. I continui cambi di programma saranno all’ordine del giorno, così come lo zaino pesante (di prassi viene comunque ingaggiato un portatore locale), e i lunghi avvicinamenti.

Detto così sembra scoraggiante, ma è la verità e la motivazione è la prima cosa che serve, unitamente a esperienza e…un po’ di fortuna.
Scalare in Patagonia significa essere degli alpinisti contemplativi, filosofi e dinamici.
Se siete di quelli che pensano solo a mettere in saccoccia salite da sfoggiare e soffrono se non piantano la bandierina (ma chi se la porta?) in vetta, lasciate perdere.
Per avere un’idea globale sull’attitudine richiesta leggetevi queste righe.

Per chi volesse aderire alle nostre proposte consigliamo di allenarsi per bene ed essere pronti a tutto, inclusa la possibilità di non raggiungere alcuna cima!

Periodi di attesa tra una finestra (brecha in spagnolo) di bello e l’altra occorre quasi sempre far passare del tempo di attesa, in questi casi la soluzione migliore è rilassarsi e godersi il paese di El Chaltèn e le sue belle falesie, oppure organizzare un trekking.

La Vuelta al Milanesio o parte del Trek del Diablo sono trekking di due- quattro giorni che si possono fare anche quando il cielo è oscuro verso le montagne. Sono luoghi stupendi dove non si trova anima viva.

Anche cime classiche come ad esempio il Cerro Electrico si possono salire con meteo instabile. Per quanto riguarda l’arrampicata sportiva ci sono falesie di tutti i gusti, dai gradi più facili all’8c. Alcune, come il “calamar”, e il fondo del paredon sono particolarmente indicate in caso di pioggia o vento forte. Esiste anche una bella struttura di arrampicata boulder indoor al centro Andino. Un’altra opzione è scalare una via multipitch al “paredon”, la parete di fronte al paese. Ci sono parecchi itinerari dei quali 3 o 4 molto belli, sono vie sportive dal 5+ al 7b di circa 5 o 6 tiri.
Per farti un’ idea visualizza la relazione della via classica “la dejamos ahi” e della via di Carsten (del techo) indicata al link come numero 1 o di quella aperta da me e Nicola Lanzetta “Herreria Condor”. Altra opportunità che però richiede meteo decente è una via multipitch al Cerro Electrico, si tratta di itinerari di alta qualità a partire dal 6b su roccia ottima e lunghi fino a 250m la zona è segreta perché sarebbe interdetta e non sono pubblicabili relazioni.

Se El Cheltèn è la capitale del trekking un motivo c’è, anche un bel trekking dei classici vale assolutamente la pena anche se probabilmente ne avrete abbastanza di quelli che comunque servirà fare obbligatoriamente per andare sotto le pareti. Si può anche organizzare una “fuga”di un paio di giorni visitando delle valli limitrofe completamente fuori dalle rotte commerciali, improvvisando un bivacco all’aperto. Piedra Parada/Cerro Colorado: In un paio di occasioni mi è capitato di vedere previsioni meteo orribili per una settimana o più di fila. Una possibilità è cambiare completamente aria per andare a scalare sul serio, in zone di clima più mite. Si può affittare un’auto oppure prendere un bus e assentarsi 4/5 giorni (per meno tempo non vale la pena) per andare a visitare la zona di arrampicata trad di Cerro Colorado o lo stupendo Canyon di Piedra Parada (visita Pataclimb   e clicca qui per info).

Intesa reciproca

Inutile dire che per condividere la cordata e le giornate assieme occorre andare d’accordo. Per questo motivo è sempre richiesta almeno una o più ascensioni preliminari in cui conoscersi precedentemente alla conferma del viaggio, in una location da decidersi sulle Alpi. Parallelamente è richiesto un curriculum alpinistico in linea con l’obbiettivo previsto.

Periodo migliore

 Da novembre a marzo, a seconda del tipo di ascensione.

Condizioni di ingaggio della guida e prezzi

Intanto conviene partire dal presupposto che farsi accompagnare a scalare in Patagonia da una guida  esperta ha dei costi piuttosto rilevanti. Se un professionista attraversa l’oceano per passare molte giornate lontano da casa guidando sulle montagne tra le più severe al mondo lo fa per un compenso adeguato.
E’ anche vero che certe cose si fanno solo se si è veramente innamorati sia di quelle montagne che del proprio lavoro, quindi state certi che troverete in me un entusiasta compagno di cordata, pronto a tirare fuori tutti i jolly per realizzare i vostri sogni, semplicemente perché combaciano con i miei.

Normalmente è richiesto un compenso di base che include la prestazione della guida, le spese del viaggio e in loco, da corrispondersi a titolo di anticipo anche nell’eventualità in cui non si scali nulla.
Questo prezzo copre tutte le giornate dedicate all’attesa del bel tempo, che si possono comunque dedicare a fare trekking o arrampicata sportiva come descritto precedentemente.
Per le scalate è poi previsto un extra per ogni cima o tentativo importante che si riesce a realizzare.

Altre alla singola tariffa della guida vanno considerate anche le spese del volo aereo e dell’alloggio in loco, entrambi a carico del cliente.  I voli possono essere acquistati da una nostra agenzia di fiducia.

Tempi di prenotazione

Sia io che Marcello abbiamo un calendario piuttosto fitto e dedichiamo un periodo ai viaggi in Patagonia ben definito. Non partiamo in base a qualsiasi richiesta, una volta esaurito il periodo a disposizione se ne riparlerà per l’anno successivo. Inoltre i voli aerei subiscono delle notevoli variazioni di prezzo se si acquistano 8 mesi prima o 2 mesi prima. Per questi motivi è sempre meglio accordarsi con la guida almeno 6-8 mesi precedentemente al viaggio.

Dove informarsi

Il sito www.pataclimb.com dei nostri amici e colleghi Rolando Garibotti e Dorte Pietron è il miglior strumento per farsi un’ idea tecnica, nelle edicole specializzate o in internet potete anche trovare la loro guida PATAGONIA VERTICAL. Garibotti è il massimo esperto mondiale su quelle montagne, se volete chiedetegli cosa ne pensa della nostra affidabilità come guide.