Selvaggio Blu “vista mare”

Date da definisi per la primavera 2020, è probabile che venga organizzato con la barca a vela.

Selvaggio Blu è ormai un “marchio” di qualità che identifica uno dei trekking più belli e famosi d’Italia. Si tratta di un percorso unico nel suo genere che unisce gli aspetti più affascinanti di un trek che si rispetti: paesaggi indescrivibili, difficoltà di orientamento, bivacchi avventurosi all’aperto e un pizzico di difficoltà alpinistiche per condire il tutto.

Il percorso si snoda da Santa Maria del Navarrese fino a Cala Sisine, costeggiando quella che è la scogliera più impervia d’Italia, con il mare sempre sulla destra, e vertiginose pareti rocciose sulla sinistra. Ogni giorno si affronterà un terreno impervio e avventuroso per raggiungere un’idilliaca spiaggetta dove passare la notte.

Selvaggio Blu -vista mare- (anche conosciuto come “selvaggio blu extreme“) è un’interpretazione del trekking che unisce il percorso originale ad una variante di recente realizzazione che, tramite una vera e propria via ferrata, permette di stare più vicino al mare. Con la variante denominata “Ledere ‘e Goloritzè”, il trek diventa leggermente più impegnativo dal punto di vista tecnico ma impagabile quanto a bellezza e logicità.

Periodo indicato: Dai primi di marzo a fine maggio e dai primi di ottobre a metà novembre. In termini molto generici a primavera le giornate sono più lunghe ma l’acqua è freddina mentre per chi ama tuffarsi a fine giornata ad ottobre l’acqua è molto calda ed è bello prepararsi all’inverno con un ultimo scorcio sul mare.

Durata: 7 giorni (2 trasferimento – 5 trekking-4 notti all’aperto e 2 in albergo ***stelle)

 

Se vuoi saperne di più leggi questo racconto: selvaggio blu aprile 2018

Non c’è nulla di meglio di un breve video per farsi un’idea:

 


Programma di massima

1g: Incontro al bar del porto di Santa Maria entro le ore 18. Lasceremo le eventuali auto e un tranfer privato ci porterà all’ovile d’Uspiggius, dove passeremo la prima notte a 700m di quota.

Perchè la notte in ovile? Negli anni ho notato che rispetto ad una nottata passata in albergo l’ovile regala qualcosa di più: Battista e Paolo ci mostreranno il luogo dove tutt’ora portano avanti la loro attività pastorizia, facendoci gustare una cena indimenticabile. Prodotti di terra preparati da loro, prosciutti, fave fresche, verdure, vino buono, mirto e ovviamente formaggio e carne da far invidia a quella argentina.

Passeremo la notte in un grosso”pinnetto”, un ricovero dei pastori ristrutturato e su due piani, con in nostri sacchi a pelo. Ci sono i servizi ma non avremo il confort di una doccia, la maniera migliore per entrare nel “mood selvaggio blu”.

2g: Ovile d’Uspiggius-Portu Cuau

Due passi fuori dall’ovile e inizieremo subito su uno dei tratti più tosti del selvaggio blu: un tratto sui “lunghi coltelli” (lame affilate di roccia) di difficile interpretazione ci porterà in vista del mare e della discesa che porterà prima a Bacu Tenadili (tratto tecnico da affrontare in corda) e poi al porto naturale di Portu Pedrosu, incantevole insenatura dove non mancherà un bel bagno. Venti minuti dopo un’altra valle ci ospiterà per la notte, dove esiste una grotta di possibile riparo in caso di pioggia. Molti evitano questa tappa perchè in effetti decisamente impegnativa specie come inizio, per noi diciamo che sarà il “primo filtro” ma non agitatevi troppo: quello sarà solo l’inizio!

(circa 6/7 ore di cammino) Bivacco ss (sotto le stelle).

3g. Portu Cuau- Punta Salinas

Con questa tappa gradatamente si entra nella dimensione del selvaggio blu, ossia quella del cinghiale: infatti in queste cinque giornate quello che faremo non sarà altro che cercare la traccia giusta nel Supramonte. Con questa tappa seguiremo il sentiero che presenterà tratti dove aprirsi un varco nella macchia mediterranea (garantiti graffi sulle gambe da sfoggiare come dimostrazione di aver fatto Selvaggio Blu) e tratti di rocce calcaree molto affilate che prendono il nome di “campi solcati”. Non mancheranno belvedere a picco sul mare e sul Capo Monte Santu, e il passaggio da un ovile perfettamente conservato.

L'ovile "su pinneddu".

L’ovile “su pinneddu”.

Dopo aver goduto il panorama dalla cima di Punta Salinas (m 460), una vetta posta a picco sulla Cala Goloritzè, ci accamperemo nei pressi. (circa 5/6 ore) Bivacco ss.

Panorama sull'Aguglia da punta Salinas.

Panorama sull’Aguglia da punta Salinas.

Per gli scalatori esiste la possibilità di scalare la mitica Aguglia di Goloritzè (anche detta Punta Carrodi).

La via si scala la sera prima del bivacco a punta Salinas oppure al mattino del giorno successivo, prima di affrontare la ferrata. Ci vogliono circa 3 ore tra scalata e discesa in corda doppia. Se siete interessati  (massimo in 2) ditemelo preventivamente in modo che possa organizzare la cosa.  La tariffa è di 300€, scontata a 200€ se si partecipa a Selvaggio Blu (con due climber 130€ a testa) La via classica è “Easy Gymnopedie” 150mt 6a+.

4g: Punta Salinas-Ispuligiedenie (Cala Mariolu)

In questa giornata si lascia il Selvaggio originale, che salirebbe verso l’altopiano e la gola di Boladina, per prendere la variante “Ledere è Goloritzè” anche detta “vista mare”: attrezzata da Marcello Cominetti e i ragazzi di Explorando Supramonte nel giugno 2015.

Traversata sulla ferrata “Ledere è Goloritzè”.

Dopo un bel bagno, direttamente dalla spiaggia ci si alza su una bianca placca rocciosa da attrezzare con corda che porta al primo ripido bosco sospeso sulla zona denominata “Sorgenti”. Qui inizia il tratto chiave del percorso. Bisogna attraversare trasversalmente tre ripidi canaloni che scendono alle pareti sospese sul mare sottostante e il sentiero è poco più di un’esile traccia tra ghiaie, pareti e macchia. Alcuni tratti da attrezzare con corde portano alla vera e propria via ferrata in cavo di acciaio. Superandola su uno spigolo estremamente estetico e a picco sul mare blu si raggiunge il bosco di Ispuligi che si segue costeggiando grandi caverne scolpite su roccia dai mille colori. Ambiente da Indiana Jones.

La Grotta dei vampiri… paura?

 

In circa 5 ore si guadagna Cala Ispuligedenie (Mariolu) dove si pernotta. Bivacco ss.

5g. Ispuligedenie-Cala Biriala

Direttamente dalla spiaggia per raggiungere un sentiero discreto (a tratti) che prosegue a mezzacosta occorre risalire una sorta di frana che verrà attrezzata con corda.

Dopo qualche ora di lotta in ambiente di straordinaria bellezza e grande isolamento (si passa sotto a pareti mai scalate dall’aria repulsiva quanto affascinante) ci si ricongiunge al Selvaggio Blu classico che scende dall’altopiano. Dopo alcune calate a corda doppia e tratti esposti su mare si raggiunge un’insenatura chiamata Bacu Mudaloru, qui troveremo dei rifornimenti e potremo scegliere se passare la notte nello stesso posto oppure proseguire per raggiungere la spiaggia di Biriala, dal mio punto di vista la più bela della costa. Una calata in corda a picco sul mare, e proseguendo con passaggi davvero incredibili attraverso strette cenge, buchi nella roccia e Iscalas Fustes (ossia scale fatte con tronchi di ginepro) arriveremo a Bacu Padente (anche detto Su Feilau). Una faticosa risalita di ca. 400m ci porterà al sommo mezzacosta di Serra Ovara, da qui con 2 calate oppure un tratto attrezzato con iscalas fustes e cavi arriveremo a Cala Biriola. (da 4 a 7 ore a seconda di dove ci si ferma) Bivacco ss o in grotta.

Cala Biriola.

6g. Cala Biriala – Cala Sisine

Quanto a panorami forse la tappa più bella.
Continuando nel bosco di Biriola, dopo aver risalito la sua evidente frana più o meno solida, passeremo sotto le pareti di Oronnoro, incredibili muri strapiombanti dove sono state tracciate alcune delle vie di arrampicata più dure d’Italia. Successivamente occorre affrontare le bastionate rocciose che sbarrano l’accesso a Cala Sisine, attraverso un complesso sistema di cenge e misteriosi (Si, proprio misteriosi! Vedrete…) passaggi in arrampicata (10m IVinf. oggi in parte attrezzati con catene).

La breve ferrata che porta alle ultime calate del trek.

Con un altro paio di calate in corda si raggiunge la Cala. Selvaggio Blu finisce qui e ci si è guadagnati la “medaglia”! ( circa 4/5 ore) Rientro in barca a S: Maria Navarrese. Hotel ***, doccia (finalmente), e cena. Hotel.

E’ tempo di tornare alla civiltà e alle brutture della quotidianità: ma con un’esperienza indelebile da ricordare!

7g. Scioglimento del gruppo dopo colazione


Vestiario

Scarpe da trekking collaudate meglio a caviglia bassa e con suola robusta (no scarpe da running), alcuni prediligono gli scarponi, in questo caso li consiglio leggeri, tecnici e soprattutto ben collaudati. A parer mio calzature ideali sono la Five-ten camp 4, la SCARPA Mescalito o simili. 2 T-shirt possibilmente bianche o di colore chiaro, calze e mutande non più di 2 ricambi, costume da bagno,  pantaloni lunghi estivi, pantaloni corti, pile di media pesantezza, giaccavento leggera antipioggia (tipo spolverino), berretto da sole facoltativo, crema ed occhiali da sole, piccolissimo beauty con occorrente per toilette personale + eventuali medicinali personali.
Nota: Il temuto “beauty” con generi personali quali medicinali e igiene personale deve essere minuscolo e non pesare più di 150gr.


Materiale tecnico personale

Zaino di capienza minima 45-50 lt., (se lo comprate per l’occasione scegliete uno zaino semplice e leggero senza retine antisudore e con poche tasche. Sacco a pelo medioleggero meglio se in piuma (comfort +5 °C, per un peso complessivo di max 1 kg)  materassino poliuretano arrotolabile o gonfiabile, imbragatura (anche leggera tipo sci alpinismo), due moschettoni a ghiera (tipo classico a vite, non a baionetta) , uno spezzone di corda (diam. 6/8mm) lungo  2mt (serve per fare una sorta di “kit ferrata” adatto per qullo che faremo, se avete eseprienza di ferrate potete portate il vostro kit ferrata per farla in autonomia, verà portato con i viveri della sera prima per non portarlo a spalle tutto il tempo), casco, discensore tipo secchiello ATC, REVERSO o similari (no otto perchè attorciglia la corda e meglio no piastrina perchè scorre troppo), piccola lampada frontale, tazza, piatto, posate (le ultime tre di plastica sono più leggere) 10 m. di spago sottile tipo gavetta (serve per tirare un telo se piove), repellente per insetti facoltativo, di solito non serve. In un’ ottica ecosostenibile non useremo più bottiglie di plastica, quindi ognuno deve avere due borraccie personali da 1 litro l’una (ognuno deve avere un autonomia di 2 litri di acqua) la Nalgene è il top, clicca qui. Può essere utile un piccolo caricatore di batteria del telefono, ovviamente non si trovano prese.

LA LEGGEREZZA O MENO DEL VOSTRO ZAINO AL MOMENTO DI PARTIRE PUò FAR SI CHE ARRANCHIATE SOTTO IL PESO DI COSE INUTILI PER GIORNI OPPURE NO, SCEGLIETE COSE  LEGGERE E SE SIETE IN DUBBIO SU PORTARE UNA COSA O NO VUOL DIRE CHE NON è NECESSARIA, QUINDI NON PORTATELA.

Termini e condizioni

Costo: €/pers 850

Caparra: €/pers 250 da versarsi al momento dell’iscrizione. Saldo in albergo prima della partenza.

La quota comprende:

  • guida alpina UIAGM con grande conoscenza del territorio.
  • aiuto guida/cuoco sardo Nicola Lanzetta, una persona veramente simpatica ed esperta che saprà aiutarvi nel momento gusto e cucinarci degli ottimi piatti Sardi. (oltre  i 7 iscritti)
  • tassa di 30€ per persona da pagare al comune di Baunei
  • una notte in ovile trattamento mezza pensione
  • una notte in albergo*** (cam.doppia/tripla) a mezza pensione bevande escluse (possibilità di chiedere stanza singola con supplemento 15€/notte).
  • viveri e bevande durante le 5 giornate di trekking (comunicare per tempo eventuali intolleranze alimentari).
  • rifornimenti lungo il percorso effettuati via mare.
  • rientro in barca via mare.

La quota non comprende:

traversata per e dalla Sardegna fino a Santa Maria del Navarrese, eventuali extra in albergo e tutto quello non specificato alla voce precedente.

Consigli su come raggiungere la Sardegna e Santa Maria del Navarrese.

Raggiungere Santa Maria del Navarrese è veramente semplice: si trovano voli per 60€ su Cagliari e da li noleggiare un’auto per 6 giorni costa meno di 100€. Quando il gruppo è formato (mediamente più di un mese prima della partenza, quando i voli non sono ancora saliti di prezzo) la guida generalmente mette in contatto tra loro tutti gli iscritti così che possano organizzarsi per fare il viaggio assieme dividendosi i costi.

Info iscrizioni:
Normalmente gli interessati iniziano a iscriversi verso gennaio-febbraio per la partenza primaverile e verso luglio per quella autunnale. Le iscrizioni sono sempre aperte e chiudono 7 gg prima della partenza. Il gruppo viene chiuso al raggiungimento dei  9/10 partecipanti (con guida e assistente locale), max 7 partecipanti se ci sarò solo io. Il numero è chiuso per ovvie ragioni di logistica, sicurezza e qualità del servizio, generalmente si organizza un solo trek per stagione. Visto che volutamente più che incoraggiare tendo a scoraggiare gli indecisi, gli iscritti di solito sono escursionisti allenati, preparati e all’altezza.

 

Chi avesse dubbi o domande può contattarmi quando vuole.

Attenzione, considerazioni:
Negli ultimi anni Selvaggio Blu sta diventando un trekking sempre più frequentato e alla moda, a ragion veduta perchè la bellezza di questi luoghi è da sperimentare una volta nella vita.

Ritengo però importante evidenziare alcuni aspetti.

La stragrande maggioranza dei gruppi evita il percorso originale prediligendo sentieri più facili, andando a dormire in ovili nell’entroterra e facendosi portare tutto via mare o in fuoristrada: zaini compresi. Benchè sia le grandi agenzie che gli operatori Sardi sul territorio (che sono bravi e simpatici) nel semplificare l’itinerario siano mossi da buone intenzioni io ho una filosofia differente. Personalmente amo guidare un Selvaggio Blu che sia ancora “selvaggio”. Quindi ci si porta lo zaino con dentro il sacco a pelo e i viveri per la giornata, i pasti sono buoni ma semplici e si fa fatica. Selvaggio blu, affrontato con una giusta dose di avventura e semplicità puo’ rivelarsi un’esperienza indimenticabile, diversamente si potrà sempre dire di averlo fatto ma sarà una cosa diversa e più povera delle emozioni che può offrire.

Selvaggio blu non è per tutti! Se avete un discreto allenamento a camminare su sentieri sconnessi e soprattutto siete tipi motivati allora fa al caso vostro. Nel caso non abbiate mai visto una corda non preoccupatevi troppo: mediamente almeno la metà dei partecipanti di ogni gruppo è stata nella stessa situazione e spesso sono quelli che se la sono cavata meglio. La guida è li anche per quello.

Corso di alpinismo durante il trekking Vi accorgerete che io non sono una di quelle guide che vi scarrozzano in giro stile pacco postale, il mio scopo oltre che a portarvi a casa sani e salvi e magari “divertiti” è anche quello di insegnarvi qualcosa.  Nel corso del trek dovremo affrontare delle arrampicate, delle calate in corda e delle ferrate, sotto la mia supervisione chi non lo ha mai fatto può imparare a fare una calata in autonomia e lo stesso per il resto, ci sarà io ad insegnarvi come fare. Per chi conosce già le basi ancora meglio.

Da soli o con una guida? Fare Selvaggio Blu in autonomia è una grande avventura che consiglio assolutamente ma solo a chi sia disposto a perdersi e investire grandi energie. Se decidete di affidarvi ad una guida potrete rilassarvi e delegare alcune cose. Sono in molti a proporlo ma ricordatevi che questo è un percorso con difficoltà alpinistiche dove è nessario l’uso di corde e materiale specifico, a voi la scelta se affidarvi a chi le usa di mestiere, ovvero le guide alpine o chi non lo è.

A buon intenditor poche parole…

 Estensione STAGE DI ARRAMPICATA SU VIE MULTIPITCH

Mi è capitato che qualche iscritto per selvaggio blu prolunghi la vacanza per scalare sulle vie di più tiri che in quella zona abbondano. Si può fare prima o dopo il trekking (meglio prima). Indicativamente il prezzo è di 290€ al gg con un cliente e 330€ al gg con 2 clienti.

E’ inoltre possibile scalare la mitica aguglia di Goloritzè durante il trekking.

Alcune montagne emblematiche sono: guglia di Pedralonga, guglia di Goloritzè, punta Giradili, monte Oddeu, Surtana, Punta Cusidore.