Il video di selvaggio blu.

Pubblico un nuovo video girato e montato dall’amico Nicola Lanzetta durante la scorsa edizione primaverile.

Come molti sanno esistono moltissime maniere di percorrere questo stupendo trek sulla costa orientale Sarda, ogni guida ha il suo itinerario preferito che spesso e volentieri viene modificato anche in itinere in base alle condizioni meteo e all’allenamento

dei partecipanti.

Personalmente da ormai molte edizioni ho deciso di guidare un selvaggio blu il più possibile “selvaggio”, perchè le emozioni che questi possi possono trasmettere per essere apprezzate appieno necessitano del contesto giusto.

Ma quali sono i criteri che distinguono un “selvaggio blu”?

-Gruppo:

Il numero e l’attitudine dei partecipanti è fondamentale. Ho notato che chi viene chiaramente  messo in guardia sull’impegno in termini di fatica e adattamento e decide di iscriversi non ha mai problemi, indipendentemente dall’esperienza alpinistica, quello che conta è lo spirito di adattamento e d’avventura. Un gruppo troppo numeroso non va bene, il numero ideale è indicativamente di 8 persone, si crea il giusto spirito senza che diventi una gita sociale.

-Scelta del percorso: Da Santa Maria di base cerchiamo di restare sull’originale fino a Cala Goloritzè, qui invece di salire sull’altopiano attraverso la gola di Boladina seguiamo la variante “ledere e Goloritzè”, che con la breve ferrata dal difficile approccio porta a Cala Mariolù (l’originale non ci passa). Un’approfondita conoscenza dei ripari e del territorio in generale permette di giocarsi cambiamenti anche all’ultimo momento.

Zone di bivacco: ormai in piena stagione sono in tanti i gruppi che intraprendono questo percorso e si sono verificati molti casi di sovraffollamento nelle classiche zone di bivacco. La solitudine va ricercata quindi le zone di bivacco che preferiamo sono spesso”segrete” o pochissimo frequentate, (spesso delle grotte) e possono

accederci solo i gruppi che si portano gli zaini in spalla e non con il gommone.

-Logistica dei rifornimenti: Molti gruppi ormai percorrono il trek senza zaino e si fanno portare tutto (comprese tende e sacchi a pelo) di giorno in giorno con il gommone via mare o spesso con i fuoristrada, quando pernottano negli ovili dell’entroterra. Queste opzioni garantiscono di camminare più comodi, e spesso di mangiare meglio. Rovesci della medaglia sono l’essere estrememente vincolati alla necessità di essere assistiti sia al mattino che alla sera, è difficile modificare il programma e le zone di bivacco in base alla meteo e questo è un forte vincolo. Inoltre capita con una certa regolarità che il mare grosso impedisca i rifornimenti, una cosa è dormire nel proprio sacco a pelo senza la cena, un’altra è non avere nulla nemmeno per dormire. Con noi ci si porta il sacco a pelo e le proprie cose, non si usa mai la tenda perchè se piove si sta molto meglio nelle grotte, i rifornimenti di acqua e cibo vengono predisposti q

uotidianemente e il punto di consegna può essere modificato all’ultimo.

-Le guide Da alcune edizioni ho deciso di gestire questo trek assieme all’amico Sardo Nicola Lanzetta, lui non è guida ma è un ottimo conoscitore del territorio e altrettanto prezioso cuoco “da campo”. In qualità di aiutante e cuoco appunto la sua presenza “in coda” al gruppo migliora la qualità del servizio che offriamo, e soprattutto ci permette di seguire un percorso ancora più impegnativo e bello dove due leader sono sempre meglio di uno.

Buona visione, leggi ulteriori info sul racconto di questa edizione visibile qui.

Il programma del trek con prezzi e tutte le info del caso.

Date confermate per la stagione 2019:

-25/31 maggio

-8/10 novembre

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