Mountain GuideFrancesco Salvaterra

PRESANELLA Rock & Ice

Pochi giorni fa Vesante Sud ha edito questa nuova guida del versante meridionale della Presanella, di cui sono autore.

E’ stato un lavoro molto impegnativo ma anche stimolante e ricco di soddisfazioni ed avventura, è la mia prima pubblicazione e mi sono dovuto mettere in gioco non poco. Me la sono presa con calma e sono circa 10 anni che lavoro a questo progetto, per fortuna come scalatore sono molto più rapido che come scrittore.

Il mio scopo trainante è stato raccogliere informazioni che possano invogliare nuove generazioni di arrampicatori a scoprire queste magnifiche montagne. Remote, poco frequentate e severe quanto affascinanti per me queste cime sono state una seconda casa e hanno contribuito a formare la mia esperienza per gruppi montuosi più grandi e difficili, come ad esempio le guglie del massiccio di El Chaltèn.

1977 Pericle Sacchi, 1978 Dante Ongari, 1985 Urbano dell’Eva, 2021 Francesco Salvaterra.

Ho fin da subito voluto ingaggiarmi in una raccolta completa di tutte le ascensioni di carattere alpinistico, non in una scelta di itinerari che sarebbe stata ovviamente molto più semplice. Volevo cercare di mettere chiarezza e di preservare la storia e le salite di chi ha esplorato per primo queste vette. Senza informazioni chiare e dimostrabili è facile cancellare la storia, specie se si è dotati di pochi scrupoli e trapano a batterie.

Il lavoro di ricerca e catalogazione delle informazioni  non è stato facile e non ho ripetuto tutte le salite ma meno di un terzo, circa 100 ripetizioni e 22 vie nuove su 351 itinerari raccolti. Per tutte le altre quindi ho potuto beneficiare dell’aiuto di altri alpinisti e colleghi guide alpine oppure ho riportato le informazioni lasciate dai primi salitori. In più occasioni mi sono ritrovato a dovermi raccapezzare in un miscuglio di informazioni vecchie e spesso discordanti, ad esempio non si capiva nemmeno quale cima fosse una piuttosto che un’ altra. Con calma, uscite di controllo e l’aiuto di uno storico eccezionale (Matteo Bertolotti) penso che sia stato fatto un buon lavoro.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici e clienti (una cosa non preclude l’altra) che si sono legati con me, la mia famiglia per il supporto/sopportazione e lo staff di Versante Sud per aver creduto nel progetto.

A circa un mese dalla pubblicazione ho ricevuto molti feedback positivi e come mi aspettavo anche alcuni negativi.

Vorrei utilizzare questo spazio per due cose: inserire le correzioni degli errori che ho fatto (ringrazio chi me li ha fatti notare) e pubblicare gli aggiornamenti con le nuove realizzazioni. Se quindi vi accorgete di inesattezze o aprite vie nuove o varianti, vi prego di inviarmele a questo indirizzo: francesco.salvaterra@hotmail.it

Grazie al vostro aiuto la prossima edizione (che dovrebbe raccogliere anche il versante settentrionale che si affaccia sulla val di Sole) sarà sicuramente migliore!

ERRATA CORRIGE, CORREZIONI.

  • Cima Segantini pag 211 itinerario 79 gli apritori sono Alessandro Botteri (non Beltrami) e Davide Ortolani
  • Cima Segantini pag 212 itinerario 81 gli apritori sono Alessandro Botteri (non Beltrami) e Gianni Canale
  • Cima Bifora pag 228 itinerario 99 i primi salitori avevano liberato tutti i tiri tranne l’ultimo. I primi ripetitori hanno liberato l’ultimo ma non il primo, quindi MANCA una prima libera integrale.
  • Dra Boce pag 298 itinerario 182 Andrea Gennari Daneri non Danieri
  • Cima Segantini pag 212 itinerario 82 le varianti sono due non una, la seconda è quella segnata, la via originale dalla sosta del secondo tiro traversava a sinistra salendo poi a sinistra della via 81.
  • Corno delle Plozze pag 344 itinerario 52 Tose delle Plozze non Tosa
  • pag 74 nella foto è Mauro Botteri non Mario
  • Campanile di San Giusto pag 240 itinerario 109  meglio avere una serie fino al #4 e se si è al limite con il grado anche il #5 o il 4 doppio.
  • pag 244 it 110 aggiunto un fix su L3 che sta leggermente a dx del filo dello spigolo rispetto al tracciato in foto ed è più sul 6a o 6a+.
  • pag 244 it 111 e 112 per ultimo tiro utile ma non necessario anche il #5 e il doppio #4
  • Cima d’Amola spigolo S Il primo diedro si fa in tre tiri non due, sul secondo e terzo c’è un buon V- e ci sono alcuni chiodi. Quasi in vetta c’è una placca appoggiata sul filo non riportata sulla relazione originale, si può fare al centro (consigliato, sarà sul IV+/V), a destra (fatto da noi passo di V) oppure a sinistra. Itinerario molto bello e consigliato.

VIE NUOVE E AGGIORNAMENTI

  • Sulla parete Nord- Est del Corno Segnà esiste una via di Francesco Bonapace e — aperta nel —.
  • Sul Trapezio Matteo Faletti e Francesco Salvaterra hanno aperto una via nuova a sx della Sacchi Davolio, parte a sx della frana che contorna e prende l’evidente diedro. max VI-, tre chiodi in via. Iniziata anche una via nuova a dx della Sacchi Davolio.

Matteo Faletti in apertura sul Trapezio.

  • Al Campanile di San Giusto sul blocco sommitale sono state messe due soste a fix prima del cambio di pendenza per poter fare le tre fessure a S come monotiri, senza dover recuperare dalla cima. E’ stato aperto un monotiro che è una variante della Guerét, da metà del primo diedro sale dritto per evidente fessura. Sosta stile monotiro prima del cambio di pendenza a fix. Ci vuole una corda da 70m e si arriva al pelo. Salito anche un monotiro di 20m appena a sx della Guerèt per spigolo e lame rovesce, da ultimare.
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