Monte Carè Alto 3462m

E’ la montagna più alta ed imponente di tutta la parte meridionale del gruppo dell’Adamello. Se Presanella e Adamello presentano una via normale tecnicamente facile non è così per il Carè Alto, infatti questa è una cima che richiede fatica e capacità alpinistiche per essere scalata, per qualsiasi versante. Proprio la sua natura ripida e articolata, unita al grande interesse storico e panoramico, concorrono a renderla una delle montagne più belle e affascinanti della zona.

Durante la grande guerra, seppur non direttamente interessato da combattimenti, il Carè Alto assume una grande importanza strategica e logistica per il comando austriaco. Sono state attrezzate con scala e corde metalliche parte della lunga cresta E (su cui venne posta una teleferica), l’impervia cresta SO, costruiti bunker nei pressi della cima e varie postazioni di vedetta. Oggigiorno  queste strutture sono in parte tuttora visibili, focus su: il volano della teleferica in cima alla cresta Cerana, il cannone alla bocchetta omonima e la baracca recentemente ricostruita e utilizzabile come ricovero di emergenza posta nei pressi della vetta.

Gli itinerari di scalata sono molti, i più classici e meritevoli salgono dalle quattro creste che disegnano la forma della cima.

Data la lunghezza dell’accesso la soluzione logistica consigliata è sempre di salire il pomeriggio del giorno precedente in quota. Il punto di appoggio preferenziale è il rifugio Carè Alto, raggiungibile in circa 3 ore a piedi dall’alta val di Borzago. Per alcuni itinerari può invece essere indicato passare la notte al rifugio val di Fumo, al bivacco Segalla, Laeng o alla baita Dosson.
I dislivelli sono di indicativamente 1000m dal parcheggio al rifugio Carè Alto e altri 1000m dal rifugio alla cima.
Generalmente il primo giorno partendo verso le 15 ci si porta al rifugio, mentre il secondo partendo prima dell’alba si intraprende l’ascensione e si scende a valle. Previo disponibilità del gestore è generalmente possibile far salire gli zaini in teleferica.

Abbigliamento e attrezzatura: Berretto caldo, guanti, giaccavento, pail, piumino leggero o doppio pail, occhiali da sole, scarpone ramponabile o semiramponabile, pila frontale carica, imbragatura bassa, casco, picozza, 1 moschettone a ghiera, borraccia o bottiglia 1,5 lt, ramponi adatti allo scarpone, zaino da min 35lt.

Tariffa

1 persona 330€
2 persone 200€
3 persone (solo per la via normale) 150€

Prezzo inteso per persona, incluso dell’affitto del materiale tecnico (imbrago, ramponi, piccozza e casco). Se sei da solo contattami comunque, farò il possibile per trovarti un’adeguato compagno di scalata.


Cresta Nord ovest, via Normale. AD
La via dei primi salitori, anche se tecnicamente più breve e facile delle altre non è da sottovalutare, per la lunghezza complessiva, la parte finale che presenta tratti di arrampicata di II°grado, misto e calate in corda. Da rifugio, passando per il caratteristico intaglio chiamato Bus del Gat, si raggiunge la Sella di Niscli, non prima di aver attraversato una caratteristica tirolina su un impetuoso torrente. Da questa si risale la Vedretta di Lares fino a raggiungere il colletto della cresta N, ai piedi della ormai pressoché estinta “pala”. La parte più tecnica prevede di risalire la cresta raggiungendo prima l’anticima N e poco dopo, lungo un tiro di corda esposto,  la Cima principale con la caratteristica Croce e un panorama eccezzionale.

Ulteriori info, foto e relazione visibili qui:
www.carealto.it/ascensioni.html

Cresta Est, Cerana. AD+

Per chi ha già un minimo di esperienza alpinistica questa è probabilmente la via più emozionante, di certo la più diretta partendo dal rifugio Carè Alto.
Il percorso prevede di passare dalla bocchetta del cannone per poi traversare alla meno peggio una zona di morena resa complessa dal ritiro della vedretta, segue la “paretina” di 2°/3° grado e la famosa “gobba d’Asino da percorrere letteralmente a cavalcioni.
Il rientro può essere dalla stessa via o tramite un anello scendendo dalla normale a N e dalla vedretta di Lares. Una relazione completa visibilie qui: https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=569
Consiglio la visione di questo bel video opera di Fabio Olivotti.

Cresta Ovest, Cresta degli alpini
AD+ Erroneamente conosciuta come cresta degli alpini quando invece è stata presidiata dagli austriaci. Si tratta di uno stupendo itinerario, a torto poco frequentato  parte dalla bocca delle vacche nei pressi del Bivacco Segalla. E’ leggermente più lungo e complesso della Cerana, in loco vi sono alcune attrezzature originali dall’affidabilità dubbia e da verificare. Passaggi di arrampicata fino al II+.

Qui una relazione completa https://www.vienormali.it/montagna/cima_scheda.asp?cod=2036.

Spigolo Sud/est
E’ sicuramente l’itinerario classico più difficile della cima, una cresta stupenda, complessa, poco frequentata. La roccia è ottima e presenta passaggi in arrampicata tra in 5 e il 5+, che può tornare utile affrontare in scarpette da arrampicata. Itinerario riservato ad alpinisti con esperienza e padronanza del 4° grado.

Vedi anche questo ottimo video di Giampaolo Calzà.

Parete S via Sogni Erotici o via Beverly.
La parete S del Carè Alto è la più verticale e compatta, il granito è di qualità veramente ottima e vi sono due itinerari di arrampicata lunghi e in ambiente maestoso, “sogni erotici” è la via più difficile della montagna ma è molto logica e le difficoltà non sono estreme, nell’ordine del 5° grado con pochi passaggi più difficili. Quest’ultima ha tre o quattro ripetizioni mentre probabilmente Beverly è irripetuta.


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