Mountain GuideFrancesco Salvaterra
Cerro torre e sorelle dalla vetta del Cerro Rincon. 2013. (f. Thomas Franchini)

Cerro Torre, parete ovest, via dei Ragni

Il Cerro Torre e sicuramente una delle montagne più belle al mondo c’è chi dice che lo sia l’Alpamayo in Perù ma credetemi, avendo scalato entrambe posso assicurarvi che il paragone non regge.

“Il Cerro Torre ha molte vie di alta qualità però tutte hanno difficoltà mediamente alte, la via dei Ragni è una via fantastica, che dovrebbe essere nella lista dei sogni di tutti gli alpinisti. La formazione di escarcha (funghi) che presenta sono uniche al mondo.” Rolando Garibotti, Patagonia Vertical.

Io che ossigeno il cervello prima di cominciare la discesa dal Torre (ph. Marcello Cominetti)

La via dei Ragni al Torre è una delle più belle vie di ghiaccio al mondo, l’esposizione a 180° sullo Hielo Continental, la bellezza e qualità della scalata sono superlative. Non conosco un’altra via di ghiaccio che invece di svilupparsi in un canalone sale su una dorsale, una cresta.
Contrariamente al pensiero comune, in buone condizioni non è una scalata estrema. Dal punto di vista tecnico è alla portata di buoni ghiacciatori, allenati aerobicamente e in grado di scalare WI5, difficile è invece essere in grado di gestire al meglio la logistica della scalata. Rispetto ad esempio al Fitz Roy dopo un periodo di brutto tempo non ha bisogno di molte giornate di bello per “pulirsi”, è sufficiente una giornata e mezzo di finestra per tentare la scalata. I tiri difficili sono tre: il muro che porta all’helmo, la headwall e il fungo finale, che può richiedere mezz’ora di arrampicata come essere insuperabile, a seconda delle condizioni. Una scalata al Cerro Torre è agli antipodi rispetto a una spedizione commerciale a un 8000, e anche il tipo di persone che attrae è differente. Qui non si può contare su corde fisse, sherpa e bombole di ossigeno, è una sfida ad armi pari con la montagna.

Uros Stanonik alle prese con il secondo fungo di ghiaccio. (ph. Francesco Salvaterra)

La logistica per questa salita è piuttosto complessa e va aggiustata in base alla meteo. Generalmente prevede un roundtrip da El Chaltèn di circa 6 giorni, accedendo preferibilmente dal Passo Marconi e bivaccando sotto il colle della Speranza o all’Helmo. A grandi linee il programma potrebbe essere: G1 El Chaltèn, lago Electrico (Plajita), G2 Campo sullo Hielo, G3 Helmo, G4 cima e filo rosso G5 piedra del Fraile G6 El Chaltèn.

La cordata (e quindi il viaggio in sè) possono essere di vario tipo: due guide con un alpinista, due guide con uno o due alpinisti per guida (muovendosi assieme in montagna), due alpinisti con una guida, un alpinista e una guida, un alpinista con una guida e un assistente (che può seguire nella scalata o fermarsi alla base).

Ho salito questa via una volta fino in vetta (accompagnando un cliente con Marcello Cominetti, clicca qui per il racconto) e una fino a 30 metri dalla cima, in cordata con alpinisti Sloveni.

Tariffa: 5500€ di quota fissa ai quali vanno aggiunti 2500€ per cima o tentativo importante.
Durata spedizione: 14gg (o più). Chiedi un preventivo nel dettaglio.


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